LA PRIMA RISATA

recensione di Olimpia Addabbo

“La prima risata”

testi di Gioconda Belli e illustrazioni di Alicia Baladan

Casa editrice Topipittori    Età consigliata: da 5 anni

 

Come nacque la prima risata?

La storia del libro “La prima risata” comincia in una foresta tropicale, fra alberi giganteschi, orchidee e intrecci di rampicanti, ai piedi di una ceiba dalla cui chioma scendono i protagonisti che si accorgono di essere “il primo uomo e la prima donna”. Sono due bambini: Enea e Alia, si guardano stupiti, e appena scoprono di essere diversi scoppiano a ridere.

Ci sentiamo immediatamente dentro una leggenda che è un inno alla creazione. La ceiba è un albero sacro ai Maya, i suoi rami si estendono verso il cielo in cerca di contatto con la divinità. La foresta è una sorta di Paradiso Terrestre e quelle prime creature della terra ci sembrano Adamo ed Eva, per quanto siano raffigurati come due bambini.

Incomincia una danza meravigliosa, Enea e Alia felici, giocano nell’abbondanza di una natura generosa, che li accoglie luminosa e sembra nascere essa stessa, dal vuoto che precede la creazione, prendendo forma attraverso il canto gioioso dei protagonisti.

 I bambini scoprono se stessi e i propri corpi, nella bellezza delle differenze “La mia mano è più piccola della tua”, “La tua vita ha la linea curva della luna e i tuoi piedi assomigliano ai pesci del fiume”. La natura, piante e animali, e i corpi dei bambini, sono raffigurati nella magnificenza attraverso i più piccoli particolari, foglie, petali, ali colorate di farfalle, ali vibranti nel frullio del movimento di una libellula. Le dita scorrono sul volto dell’uno e dell’altra, e si intrecciano le risate mentre fra i rami si lanciano in acrobazie le scimmie e si scambiano fiori.

“Tu sei morbida e rotonda. E sai leggere i miei pensieri più profondi” dice Enea ad Alia. Uno davanti all’altra, facendosi da specchio, intraprendono un viaggio di scoperta. Con le mani danzanti nell’aria si sfiorano, ridono facendosi il solletico. Indicano e nominano i corpi con la dolcezza di parole che incantano e che sono un battesimo di vita. E mentre giocano, procede l’elaborazione di una esperienza straordinaria: i corpi sono come piccoli universi da esplorare, mappe geografiche da disegnare. La risata è un suono che attraversa le più piccole cose, lo spazio bianco di una pagina è un vuoto attraversato da rane che guizzano tra le sponde, e le più grandi cose, fiori e foglie immensi, gigantesche forme. La foresta è un intrigo in cui si affacciano volti e corpi di animali, d’un tratto sembra tutto immobile. Si ferma ogni creatura e la risata dei bambini sovrasta il silenzio della natura che mai aveva sentito tanta felicità e comincia ad interrogarsi sulla bellezza di quel suono, soffio di vita. Il fiume si riconosce nella loro risata, Enea ed Alia si immergono nelle acque fra i pesci e poi di nuovo giocano, corpo a corpo, saltando e ridendo. Il vento si meraviglia perché riconosce in quella risata il suono dei suoi giochi fra le foglie. E verso la fine della storia appare un altro albero sacro, la quercia, nella mitologia nordica “Yggdrasill”, l'albero cosmico, della vita. Alia sulle spalle di Enea si protende verso il cielo, nel tripudio dei colori di una infinità di uccelli, il cui battito di ali sembra accordare la risata dei bambini al suono della natura. La quercia sfiora la pelle di Alia, solletica la schiena, pensa “Voglio anch’io quell’allegria che si sparge dappertutto” mentre ripete quel gesto di conoscenza così umano e familiare fra i bambini. Tutto appare fondersi in unico canto, la quercia sente dentro di sé cantare tutti gli uccelli del mondo. E il suono della prima risata attraversa i corpi dei bambini e il corpo della quercia, come non vi fossero più confini e i corpi fossero coperti da un’unica pelle di morbida corteccia. Il finale è un crescendo di bellezza, offre una straordinaria fioritura che fa di questo libro qualcosa di memorabile. La risata è un suono che attraversa il vento della storia così come lo spirito soffia dove vuole. E tutto prende anima, il bianco così intenso dei corpi dei bambini, ogni tonalità di verde che fa sentire agli occhi lo splendore della forma, le consistenze luminose della materia, che appare spessa e trasparente, tonda e cava. In questo viaggio alla scoperta di se stessi e dell’altro, dentro una natura buona che si lascia aprire e che apre, in questa ricerca di conoscenza, si compone un alfabeto emotivo che offre allo sguardo dei bambini, e li aiuta a comprendere, le emozioni più profonde, con la lievità sacra di una risata.

«Nutre la mente soltanto ciò che la rallegra», scriveva Agostino nel XIII Libro delle Confessioni, dedicato al soffio ravvivante che chiamiamo "spirito".

 

Recensione a cura di:

Olimpia Addabbo

 

Alcune note sulle autrici del libro:

Alicia Baladan, autrice delle illustrazioni, è nata in Uruguay dove ha trascorso l‘infanzia. Trasferitasi in Italia, dopo un periodo di residenza in Brasile a Rio de Janeiro, si è diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Ha partecipato a diversi film-festival internazionali di animazione e sperimentazione dell’immagine. Da alcuni anni si è concentrata sull’illustrazione e la scrittura, sviluppando l’aspetto narrativo del suo lavoro. Attualmente vive e lavora a Brescia, Italia.

Alcune opere dell’illustratrice, con testi di altri scrittori e poeti:

Storia Piccola, con i testi di Cristina Bellemo; Topipittori; età consigliata: da 5 anni

La leggerezza perduta, con i testi di Cristina Bellemo; Topipittori; età consigliata: da 5 anni

Cielo Bambino, con i testi di Alessandro Riccioni; Topipittori; età consigliata: da 5 anni

 

Alcune opere illustrate e scritte da Alicia Baladan:

Una storia guaranì, edito da Topipittori; età consigliata: da 7 anni

Sito internet dell’autrice: https://cargocollective.com/aliciabaladan

 

Gioconda Belli, autrice dei testi, è nata a Managua in Nicaragua. È una poetessa, giornalista, scrittrice. La sua opera ha ottenuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti a livello internazionale. Il romanzo La mujer habitada (1988) è stato tradotto in quattordici lingue, con grande successo, specialmente in Italia e Germania. Donna dai grandi ideali, impegnata nella vita politica del suo paese, ha partecipato alla resistenza e fu costretta all’esilio. La sua scrittura esprime, fra altri temi, la bellezza della maternità. Il romanzo “L’infinito nel palmo della mano” rappresenta il racconto delle nostre origini immaginando l’universo primigenio e la storia della prima coppia, un uomo e una donna alla scoperta di se stessi, la meraviglia del dare alla luce e i più potenti sentimenti. Successivamente la scrittrice, sulle stesse tematiche, ha pensato e composto il poetico libro “La prima risata”.

Alcune opere scritte da Gioconda Belli:

La fabbrica delle farfalle, con le illustrazioni di Wolf Erlbruch, edizioni e/o; età consigliata: da 6 anni

 

 

 

La storia comincia in una foresta tropicale,

fra alberi giganteschi,

orchidee e intrecci di rampicanti,

ai piedi di una ceiba... 

 

 

 

 

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